Estate

Durante il periodo estivo, il ritmo della vita contadina si intensifica notevolmente: è la stagione del raccolto.

Anche in questo caso, non mancano atavici riti propiziatori frutto delle tradizioni contadine: i fuochi di San Giovanni, ma pure la raccolta di erbe aromatiche e officinali dotate di particolari proprietà.

Nei campi si raccolgono i cereali estivi, primo fra tutti il frumento, che verrà poi seminato in autunno: « S̖e s̖ta bó e’ dè ‘d S̖a Gal u s̖’s̖ómna néca la val», ovvero «se fa buono [bel tempo] il giorno di San Gallo (16 ottobre) si seminano anche le valli».
Ma l’estate è anche il periodo della raccolta della frutta, specie in un territorio come la Romagna, dove storicamente è nata la frutticoltura moderna.

Andé a di acsè mi bu ch’i vaga véa,
che quèl chi à fat i à fatt,
che adèss u s’èra préima se tratour.
E’ pianz e’ còr ma tòtt, ènca mu mè,
avdai ch’i à lavurè dal mièri d’ann
e adèss i à d’andè véa a tèsta basa
dri ma la còrda lònga de’ mazèll.
( “I bu”, poesia di Tonino Guerra)

Luglio è il mese tradizionalmente consacrato alla mietitura, ovvero al taglio della pianta di frumento, cui segue la legatura in covoni. Nella collezione, potrai trovare mietitrici e agevolatori per la formazione dei covoni, come il cosiddetto “garzone di Mussolini”, ma prima dell’avvento di queste tecnologie innovative, la mietitura era fatta tutta a mano con falcetto e balzi. Alla mietitura partecipano un po’ tutti: gli uomini e le donne falciavano, i bambini stendevano i balzi e i braccianti più robusti legavano i covoni, diventando un’operazione collettiva che coinvolgeva tutta la comunità rurale.

Il grano nella sua biondezza antica,
ondante e secco, chiede mietitura,
ché in cima alla sua gracile statura
porge a ogni bimbo una rigonfia spiga.
Lo vagheggia la madre contadina
ritta nell’ombra corta d’un pagliaio:
quanto penare prima che il mugnaio
gliela riporti in morbida farina!
La cristiana alza gli occhi al sol feroce,
poi guarda i figli grondanti, il marito
gobbo nel solco e col suo nero dito
fa sopra il campo un gran segno di croce.
(“Il grano”, poesia di Giovanni Papini)

Un’altra operazione caratteristica della stagione estiva e immediatamente successiva alla mietitura è la trebbiatura. Obiettivo della trebbiatura è separare la granella del frumento dalla pula (ovvero gli involucri della spiga). Prima dell’arrivo della trebbiatrice, il grano veniva battuto a mano, con il correggiato, con pietre o mattoni, oppure tramite il calpestio degli animali.

E canta la zighela: taia, taia,
e’ gran a e’ patron a e’ cuntaden la paia.
E canta la zighela: tula, tula,
e’ gran a e’ patron, a e’ cuntaden la pula.
(Canto popolare romagnolo)
Durante l’estate, i contadini curano anche la vigna per arrivare alla vendemmia con uva sana e zuccherina: si proteggono le viti spruzzando “il ramato” e lo zolfo contro i funghi più insidiosi (peronospora e oidio), con un piccolo aratro e una zappa per rifinire si lavora il terreno lungo i filari e, a fine estate, con il falcetto si fa la “potatura verde” (cimatura) per far soleggiare l’uva nella vigna.